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Portogallo

Il Portogallo raggiunge un importante traguardo ottenendo il permesso per un impianto di acquacoltura offshore.

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Il Portogallo ha rilasciato per la prima volta nella sua storia un'autorizzazione per un impianto di acquacoltura in mare aperto. 

Mariculture Systems, società con sede a Ramat Negev, in Israele, ha annunciato di aver ottenuto dalle autorità portoghesi il Titolo di Attività di Acquacoltura (Ttulo de Atividade Aqucola - TAA). Tale autorizzazione consente all'azienda di procedere con la costruzione di un impianto di acquacoltura offshore al largo delle coste del Portogallo. 

L'impianto previsto impiegherà l'azienda CORALIS Tecnologia di acquacoltura offshore, basata su una piattaforma semisommergibile progettata per operare in condizioni marine esposte. Le favorevoli condizioni ambientali del Portogallo per l'acquacoltura offshore e il suo accesso ai mercati ittici europei sono stati inoltre identificati dall'azienda come fattori a supporto dell'investimento. Mariculture Systems intende allevare orata e branzino presso l'impianto, con una capacità produttiva prevista fino a 8.000 tonnellate annue una volta a pieno regime. Il design offshore consente di immergere le gabbie per l'allevamento ittico in caso di condizioni meteorologiche avverse, con l'obiettivo di migliorare il benessere dei pesci e rafforzare la resilienza dell'infrastruttura. 

Il sistema di produzione integrerà anche tecnologie di monitoraggio digitale, tra cui intelligenza artificiale e sistemi di alimentazione basati su telecamere, per ottimizzare la gestione del mangime e ridurre gli sprechi e l'impatto sui fondali marini. Secondo l'azienda, il progetto portoghese fa parte di un piano di implementazione più ampio che prevede la realizzazione di un massimo di dieci sistemi di acquacoltura offshore. La costruzione e l'assemblaggio del primo impianto dovrebbero richiedere circa 18 mesi. In base alla tempistica del progetto, la produzione offshore potrebbe iniziare nel 2027, seguita dalle operazioni commerciali nel 2028.

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