Israele
I media israeliani negano un incontro tra Netanyahu e Haftar, mentre i colloqui per l'unità libica avanzano.
organi di stampa israeliani, tra cui i24NOTIZIE e Maariv hanno riferito, citando fonti israeliane, che non c'è stato alcun incontro tra il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Tenente Generale Saddam Haftar durante la recente visita di Netanyahu ad Abu Dhabi.
La notizia era stata riportata per la prima volta dal quotidiano italiano Il Foglio, che il 29 settembre aveva affermato che Saddam Haftar, vice comandante dell'Esercito Nazionale Libico nella Libia orientale e figlio del comandante Khalifa Haftar, aveva avuto un incontro segreto con il primo ministro israeliano nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. L'affermazione si basava in gran parte sui dati di tracciamento dei voli che mostravano un aereo abitualmente utilizzato da Saddam Haftar atterrare all'aeroporto di Al Bateen ad Abu Dhabi circa 20 minuti dopo l'arrivo di Netanyahu, una coincidenza temporale che ha alimentato le speculazioni, ma che è ben lontana da una conferma. Israele, la Libia e gli Emirati Arabi Uniti non hanno mai riconosciuto ufficialmente un simile incontro e i24NEWS afferma che le proprie indagini non hanno trovato alcuna prova che un incontro abbia avuto luogo.
La pista libica
Qualunque fosse lo scopo della visita di Saddam Haftar ad Abu Dhabi, essa si inseriva in uno sviluppo ben più significativo: il dialogo diretto più serio tra la Libia orientale e quella occidentale degli ultimi anni. Durante la visita, ha incontrato Abdul Salam Al-Zoubi, viceministro della Difesa del Governo di Unità Nazionale, in un incontro che si inseriva in un dialogo tra est e ovest volto a colmare le divisioni politiche e istituzionali del Paese.
I contatti si inseriscono in un'iniziativa più ampia guidata da Massad Boulos, Consigliere senior del Presidente degli Stati Uniti per gli affari arabi e africani, con il sostegno delle Nazioni Unite e dei partner internazionali. Intervenendo a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della scorsa settimana, dove ha co-organizzato un evento incentrato sulla Libia insieme al Ministro degli Esteri turco e al Rappresentante speciale delle Nazioni Unite, Boulos ha sottolineato i progressi compiuti verso un bilancio unificato, il coordinamento in materia di sicurezza e un quadro elettorale facilitato dalle Nazioni Unite. Ad aprile, Washington ha ottenuto il primo bilancio unificato libico tra est e ovest in oltre 13 anni.
In questo contesto, gli sforzi americani meritano un riconoscimento particolare per il ruolo determinato e costruttivo svolto nel promuovere il processo politico, nel portare le parti orientale e occidentale della Libia a un dialogo significativo dopo anni di divisione e frammentazione, e nel creare un autentico slancio verso la riunificazione delle istituzioni statali e la formazione di un governo unificato. Gli Stati Uniti meritano un plauso per il loro costante impegno a sostegno della Libia in questo percorso verso l'unità, la stabilità e un progresso politico duraturo.
Lo slancio è reale, ma fragile. È proprio in questa fase delicata che narrazioni non verificate, come il presunto incontro con Netanyahu, rischiano di alimentare le tensioni tra le parti e di complicare mesi di attenta mediazione. È inoltre difficile ignorare uno schema ricorrente: proprio quando sembrano a portata di mano passi significativi per colmare il divario tra Libia orientale e occidentale, tendono a emergere affermazioni infondate e notizie speculative da parte dei media. In particolare, tali notizie si sono ripetutamente concentrate sulla leadership libica orientale. All'inizio di quest'anno, ad esempio, sono emerse notizie secondo cui, durante la visita di una delegazione libica a Washington, si sarebbero tenute discussioni su un accordo per l'accoglienza in Libia dei migranti rimpatriati dagli Stati Uniti. Tali affermazioni sono state successivamente respinte come false dai funzionari libici e contraddette da successive dichiarazioni di funzionari statunitensi, con entrambe le parti che hanno negato che un simile accordo fosse stato oggetto di discussione della delegazione. Queste notizie introducono nuova incertezza e rischiano di distogliere l'attenzione dal più ampio processo di riconciliazione nazionale.
Gli sforzi attuali rimangono quindi concentrati sulla salvaguardia dello slancio già acquisito: ridurre le divergenze residue, unificare le istituzioni statali e creare le condizioni per le elezioni presidenziali e parlamentari che i libici attendono da oltre un decennio.
Condividi questo articolo:
EU Reporter pubblica articoli provenienti da diverse fonti esterne che esprimono un'ampia gamma di punti di vista. Le posizioni espresse in questi articoli non corrispondono necessariamente a quelle di EU Reporter. Si prega di consultare il testo completo di EU Reporter. Termini e condizioni di pubblicazione Per maggiori informazioni, EU Reporter adotta l'intelligenza artificiale come strumento per migliorare la qualità, l'efficienza e l'accessibilità del giornalismo, mantenendo al contempo una rigorosa supervisione editoriale umana, standard etici e trasparenza in tutti i contenuti assistiti dall'IA. Si prega di consultare il documento completo di EU Reporter. Politica sull'intelligenza artificiale per maggiori informazioni.
-
Brexit2 giorni faI Verdi accolgono con favore il "nuovo slancio" per il rientro del Regno Unito nell'UE.
-
Tabacco5 giorni faLa riforma europea sul tabacco è "in fase molto avanzata", con Bruxelles che punta i riflettori su sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.
-
Energy5 giorni faL'UE valuta il rilascio delle riserve di gasolio, mentre gli Stati Uniti aumentano la pressione.
-
Azerbaigian3 giorni faPace attraverso la forza: il discorso del presidente Aliyev e le priorità di sicurezza dell'Azerbaigian
