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Iran: dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE sulla conferma della condanna a morte di Jamshid Sharmahd da parte del tribunale iraniano

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L'Unione europea condanna fermamente la decisione della Corte suprema iraniana del 26 aprile 2023 di confermare la condanna a morte del cittadino tedesco-iraniano Jamshid Sharmahd (nella foto).

L'Unione europea invita l'Iran ad astenersi dall'eseguire la pena di morte nei confronti di Sharmahd, ad annullare la sua condanna ea garantire che a Sharmahd siano riconosciuti senza indugio i diritti fondamentali che gli spettano ai sensi del diritto internazionale.

Il signor Sharmahd è detenuto dal 2020. Durante tutto il suo periodo di detenzione, il signor Sharmahd non ha avuto accesso a un avvocato di sua scelta. Inoltre, le autorità iraniane hanno negato l'accesso consolare a Sharmahd, nonostante la sua nazionalità tedesca.

La pena di morte viola il diritto inalienabile alla vita sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ed è l'ultima punizione crudele, disumana e degradante.

L'Unione europea invita l'Iran ad astenersi da qualsiasi esecuzione, a perseguire una politica coerente verso l'abolizione della pena capitale e a rispettare rigorosamente i suoi obblighi internazionali, in particolare ai sensi della convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, di cui l'Iran è parte.

Ricordando le conclusioni del Consiglio del dicembre 2022 e la dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'Unione europea del 20 febbraio 2020, l'Unione europea ribadisce la sua profonda preoccupazione per la situazione dei cittadini dell'UE e della doppia UE-iraniani detenuti arbitrariamente in Iran, in particolare quelli che ha ricevuto una condanna a morte.

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EU Reporter pubblica articoli da una varietà di fonti esterne che esprimono un'ampia gamma di punti di vista. Le posizioni assunte in questi articoli non sono necessariamente quelle di EU Reporter.

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