Cina
Cambiamenti nella politica britannica e il futuro delle relazioni tra Regno Unito e Cina.
Per oltre due decenni di governo sotto Margaret Thatcher e Tony Blair, il modello di sviluppo economico e il sistema dei servizi pubblici nel Regno Unito hanno subito una profonda trasformazione, e il suo orientamento politico costante ha funzionato da regolatore all'interno dell'ordine internazionale, Lo scrive Yi Wang, responsabile del programma di sviluppo globale e ricercatore senior presso ANBOUND.
Tuttavia, la fortuna non rimane per sempre nello stesso posto.
Dallo scoppio della crisi finanziaria globale del 2008 e dal referendum sulla Brexit del 2016, la lunga e consolidata stabilità della Gran Bretagna è stata profondamente scossa. Con il declino del Partito Conservatore e l'emergere del Partito della Riforma come nuova forza politica, il panorama politico del Paese ha accelerato la transizione da un sistema bipartitico a una competizione multipartitica. Il Partito Laburista è tornato a Downing Street, ma non ha portato la tranquillità e la prosperità ampiamente attese; il suo mandato si è concluso con le dimissioni di Sir Keir Starmer a meno di due anni dall'inizio. Andy Burnham, il neoeletto leader laburista, è diventato il settimo Primo Ministro britannico in quasi un decennio.
Le continue oscillazioni del panorama politico britannico non sono altro che lo specchio di problemi di lunga data nella governance del Paese. Negli ultimi anni, una serie di segnali, sia a livello nazionale che internazionale, hanno allarmato i decisori politici. L'economia è stagnante, l'inflazione rimane ostinata e la disoccupazione è in aumento, con i giovani che incontrano particolari difficoltà a trovare lavoro. La Brexit ha ridefinito l'orientamento della politica estera britannica, eppure, a tutt'oggi, la questione dell'immigrazione clandestina non è stata risolta in modo adeguato, esacerbando ulteriormente le tensioni sociali. Inoltre, la guerra tra Russia e Ucraina ha fatto lievitare i costi energetici, con ripercussioni sulla vita dei cittadini comuni.
Per far uscire la nazione dal caos, ciò che conta di più non è cambiare la leadership, ma ritrovare un senso di direzione. Raggiungere la stabilità è di vitale importanza soprattutto per l'economia e la società. I frequenti avvicendamenti di Primi Ministri e un contesto politico eroso da molteplici incertezze danneggiano la credibilità politica del Regno Unito e la fiducia dei mercati. Migliorare l'efficacia della governance nazionale richiede tempo e, ancor più, consenso. Indipendentemente da chi guidi il governo del Regno Unito, chi è al potere deve dimostrare la propria competenza. Non solo deve avere un piano, ma un piano efficace, e deve anche mettere in atto sofisticate misure di gestione delle crisi per invertire rapidamente la situazione caotica. Altrimenti, qualsiasi politico potrebbe essere estromesso da un momento all'altro.
Promuovere la ripresa economica della Gran Bretagna, risolvere le tensioni politiche interne e ricostruire la fiducia del pubblico saranno probabilmente obiettivi prioritari per la nuova squadra di governo. La composizione del gabinetto del Primo Ministro Burnham mantiene alcuni membri del precedente governo in posizioni chiave, il che, in una certa misura, può garantire la continuità delle politiche.
Per quanto riguarda i rapporti con la Cina, è improbabile che il nucleo della politica del nuovo governo britannico nei confronti della Cina cambi, e rimane necessario mantenere il dialogo e la comprensione reciproca, ampliando al contempo gli scambi economici e commerciali.
Il settore dei servizi è un pilastro e un vantaggio fondamentale per la Gran Bretagna, e il suo status di importante esportatore globale di servizi necessita ancora di un ulteriore consolidamento. Anche il commercio di servizi rappresenta un ambito importante in cui la Cina può ampliare l'apertura del mercato e approfondire gli accordi economici e commerciali multilaterali e bilaterali. I benefici istituzionali, come la riduzione delle tariffe e la semplificazione delle procedure doganali, continuano a manifestarsi, e il periodo del 15° Piano quinquennale cinese (2026-2030) accelererà l'apertura e la cooperazione globale del suo settore dei servizi con il resto del mondo. In settori quali finanza, diritto, servizi educativi, sanità, industria digitale ed energie rinnovabili, il Regno Unito e la Cina possono collaborare sia nel commercio di servizi sia nella costruzione di meccanismi economici e commerciali.
Nel complesso, la politica britannica nei confronti della Cina cerca un equilibrio tra cooperazione e sicurezza, e permangono divergenze sulla posizione nei confronti della Cina sia all'interno che all'esterno del partito di governo. La parte britannica ha inoltre compreso che le relazioni con la Cina sono complesse, a lungo termine e strategiche. I leader britannici probabilmente adotteranno un atteggiamento di cautela politica nei confronti delle relazioni bilaterali, cercando di evitare un'escalation del conflitto e puntando al contempo a un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte. Allo stesso tempo, la parte cinese deve ancora comprendere a fondo la narrativa strategica britannica. Data la significativa discrepanza di percezione riguardo alla Cina nella società britannica, i due Paesi devono mantenere aperti i canali di scambio di informazioni e rafforzare i rapporti tra il mondo accademico e i think tank per promuovere le relazioni. Ciò premesso, il Regno Unito continua a dare importanza al mantenimento delle relazioni con alleati come gli Stati Uniti, al fine di raggiungere una sinergia nella sua politica verso la Cina. Pertanto, la definizione della politica cinese nei confronti della Gran Bretagna dovrebbe essere inquadrata nel contesto delle relazioni tra le grandi potenze, Stati Uniti e Cina, piuttosto che considerare il Regno Unito come una variabile indipendente. Sotto la guida di un governo più razionale, maturo e stabile, il governo britannico potrebbe spingere le relazioni con la Cina verso un nuovo equilibrio all'interno di un quadro realista, il che a sua volta influenzerà anche le aspettative politiche degli Stati membri dell'UE nei confronti della Cina.
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