Cina
Come la partnership tra Cina e Turkmenistan plasma il futuro
Alcuni giorni fa, Xi Jinping ha incontrato il leader nazionale del popolo turkmeno e presidente del Consiglio popolare del Turkmenistan, Gurbanguly Berdimuhamedov.
All'inizio di questo Anno del Cavallo, la Cina è pronta a collaborare con il Turkmenistan per discutere importanti progetti di cooperazione, condividere opportunità di sviluppo e promuovere la costruzione di una comunità sino-turkmena più forte ed efficiente, con un futuro condiviso. È opportuno ricordare che anche il Turkmenistan ha proclamato quest'anno l'Anno del cavallo Ahal-Teke. Non si tratta di una coincidenza, bensì di una chiara espressione di amicizia.
A prescindere dai cambiamenti sulla scena internazionale, la Cina sosterrà fermamente il Turkmenistan nella salvaguardia della sua indipendenza nazionale, sovranità e integrità territoriale. Secondo le dichiarazioni ufficiali cinesi, la Cina sosterrà sempre il Turkmenistan nel perseguimento della sua politica di neutralità permanente.
Gurbanguly Berdimuhamedov ha espresso la sua soddisfazione per la visita nella grande nazione cinese. Sotto la guida personale del presidente Xi Jinping, le relazioni amichevoli tra Turkmenistan e Cina sono progredite rapidamente e costantemente, con stretti scambi tra organi legislativi e partiti politici.
Secondo quanto riportato dal China Daily, il Turkmenistan ringrazia la Cina per il sostegno al suo status di neutralità permanente, accoglie con favore le quattro principali iniziative globali proposte dal presidente Xi Jinping, leader di livello mondiale, e apprezza molto la posizione imparziale che la Cina ha costantemente adottato negli affari internazionali. In base alle dichiarazioni ufficiali cinesi, il Turkmenistan auspica di rafforzare il coordinamento e la cooperazione con la Cina in seno a piattaforme multilaterali come le Nazioni Unite e il meccanismo Cina-Asia centrale, al fine di salvaguardare congiuntamente la pace e la stabilità nella regione e nel mondo.
Perché dunque le relazioni tra Turkmenistan e Cina sono importanti?
Per comprendere le relazioni tra Turkmenistan e Cina, dobbiamo prima comprendere le relazioni tra Asia centrale e Cina.
Relazioni tra Asia centrale e Cina
Da un lato ci sono le repubbliche dell'Asia centrale, che hanno ottenuto l'indipendenza e sono ricche di risorse naturali, in particolare petrolio e gas naturale, e occupano una posizione strategica nella regione di transito tra Asia ed Europa; dall'altro lato c'è la Repubblica Popolare Cinese che, grazie al suo dinamico sviluppo economico dal 1991, si è trasformata in una delle maggiori economie del mondo, con un fabbisogno energetico in continua crescita e una forte dipendenza da fonti energetiche estere (Duran, H., & Pusevsuren, N., 2016). Entrambi i poli stanno vivendo una crescita esponenziale e cercano di intensificare la cooperazione bilaterale.
La Repubblica Popolare Cinese e l'Asia centrale intrattengono da secoli strette relazioni economiche. Durante l'epoca della Via della Seta, questi stati costituivano un ponte di trasporto tra l'Europa e la Cina. Queste regioni sono caratterizzate da un significativo sviluppo economico, industriale e finanziario. Di conseguenza, la Cina rimane un partner cruciale per l'Asia centrale.
Il rapporto tra Asia centrale e Cina è antico, ma questa nuova fase delle relazioni è iniziata direttamente con l'indipendenza dei paesi dell'Asia centrale. Nel gennaio del 1992, la Cina è stata tra i primi paesi a riconoscere l'indipendenza di Uzbekistan, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan e Turkmenistan e a stabilire relazioni diplomatiche con essi.
Con circa 1.405 miliardi di abitanti, la Cina è il paese più popoloso al mondo e anche la seconda economia globale, il che la rende uno degli attori più importanti nell'economia mondiale.
La Cina è il principale partner commerciale e investitore dell'Asia centrale, nonché, di fatto, il più importante creditore della regione (Duran & Pusevsuren, 2016).
I paesi dell'Asia centrale cercano di liberarsi dall'influenza russa e di avvicinarsi alla comunità internazionale rafforzando le relazioni economiche e politiche con i paesi occidentali e le altre nazioni della regione. In questo contesto, la Cina si presenta come un'alternativa promettente. Senza interferire nella politica interna della regione, esplora opportunità di cooperazione per garantire l'approvvigionamento di materie prime energetiche e la sicurezza energetica. La Cina è diventata il principale partner commerciale dei paesi dell'Asia centrale entro il 2025, come riportato dal China Daily.
I paesi dell'Asia centrale e la Cina si stanno impegnando per ripristinare la Via della Seta sviluppando moderne infrastrutture stradali e ferroviarie (che saranno discusse più dettagliatamente in seguito).
La Cina, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è uno dei paesi più grandi al mondo. Il suo crescente potenziale economico, militare, territoriale e demografico rafforza significativamente il suo ruolo e la sua influenza nell'affrontare numerose questioni internazionali e regionali, in particolare in Asia centrale.
La strategia energetica cinese persegue tre obiettivi principali:
• Garantire la crescita economica a lungo termine della Cina;
• Ridurre la vulnerabilità energetica della Cina;
• Proteggere l'ambiente e prevenirne il degrado e le malattie ad esso correlate (Tullekova, 2024).
Nel 1992, il volume totale degli scambi commerciali tra la Cina e l'Asia centrale ammontava a soli 460 milioni di dollari USA. Vent'anni dopo, nel 2012, questa cifra ha raggiunto quasi 46 miliardi di dollari, con un incremento di cento volte. Oggi, la Cina è il principale partner commerciale del Kazakistan e del Turkmenistan, e il secondo per l'Uzbekistan e il Kirghizistan. A partire dal 2026, la Cina è diventata il principale partner economico della regione. Gli scambi commerciali tra la Cina e l'Asia centrale hanno raggiunto la cifra record di 106.3 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento del 12% rispetto all'anno precedente, secondo una dichiarazione pubblicata sul sito web del Ministero del Commercio cinese.
Secondo quanto riportato dalla stessa fonte, il volume degli scambi commerciali tra la Cina e l'Asia centrale ha superato per la prima volta nella storia i 100 miliardi di dollari, mantenendo una crescita positiva per cinque anni consecutivi (CGTN Français, 19 gennaio 2026).
Le relazioni tra Asia centrale e Cina sotto la guida di Xi Jinping
L'ascesa di Xi Jinping alla presidenza nel 2013 ha segnato l'inizio di una nuova era nella politica economica cinese verso l'Asia centrale. Il 7 settembre 2013, durante un discorso tenuto all'Università Nazarbayev in Kazakistan, il leader cinese ha annunciato ai popoli dell'Asia centrale il progetto delle Nuove Vie della Seta con lo slogan "Una cintura, una via". Il ruolo dell'Asia centrale nella politica economica della nuova leadership cinese è stato così chiaramente affermato (Özdaşlı, 2015: 579).
La visita di Stato del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, nei paesi dell'Asia centrale dall'8 al 10 settembre 2013 ha segnato una svolta nella storia delle relazioni bilaterali. A seguito di questa visita, la Cina ha instaurato un partenariato strategico con il Turkmenistan e il Kirghizistan e ha dichiarato la propria disponibilità ad approfondire ulteriormente le relazioni bilaterali con il Kazakistan e l'Uzbekistan. Oggi, l'Asia centrale e la Cina sono partner inseparabili e i paesi dell'Asia centrale trovano molto più facile cooperare con la Cina, come sottolineato dal presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev in uno dei suoi discorsi del 2025.
L'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO)
L'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) è fondamentale per comprendere le relazioni tra Asia centrale e Cina e tra Turkmenistan e Cina.In Asia centrale, la Cina svolge un ruolo economico di primo piano grazie alle sue iniziative economiche di punta e ai quadri di cooperazione multilaterale come la BRI e l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO)." scrisse Fazliddin, e altri. (2025).
Il Turkmenistan mantiene stretti legami con l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in qualità di partecipante invitato e partner regionale chiave, prendendo parte ai vertici e promuovendo la cooperazione economica nei settori dell'energia, dei trasporti e della logistica.
Con la creazione dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) nel 2001, i capi di Stato di Cina, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan hanno iniziato a incontrarsi annualmente. I contatti a livello di ministri degli esteri si sono intensificati (Tullekova, 2024).
Nuova Via della Seta, "Belt and Road", BRI
La “Belt and Road Initiative” (BRI), lanciata dalla Cina sotto la guida di Xi Jinping nel 2013, è un vasto piano di sviluppo economico e infrastrutturale volto a collegare l'Asia all'Europa e all'Africa attraverso rotte terrestri e marittime. Nell'ambito di questa iniziativa, il Turkmenistan e la Cina hanno pianificato un'importante cooperazione energetica, in particolare attraverso gasdotti, sviluppo infrastrutturale e progetti energetici.
Oggi, la BRI è molto più di un semplice progetto o programma; è una strategia a lungo termine volta a integrare i processi di investimento socio-economico, infrastrutturale e finanziario in tutta l'Eurasia.
Inoltre, nel suo libro "La governance della Cina", Xi Jinping scrive di questa nuova Via della Seta e dell'amicizia tra Asia centrale e Cina:
"Oltre 2,100 anni fa, durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), un inviato cinese di nome Zhang Qian fu mandato due volte in Asia centrale in missioni di pace e amicizia. I suoi viaggi aprirono la strada a contatti amichevoli tra la Cina e i paesi dell'Asia centrale e diedero inizio alla Via della Seta, che collegava Oriente e Occidente, Asia ed Europa” (Xi Jinping, p. 311).
Secondo lui, grazie alla Nuova Via della Seta, l'amicizia e la cooperazione tra l'Asia centrale e la Cina cresceranno:
"Le relazioni della Cina con i paesi dell'Asia centrale si trovano ora di fronte a una straordinaria opportunità di crescita. Auspichiamo di collaborare con questi paesi per rafforzare la fiducia, l'amicizia e la cooperazione, e promuovere lo sviluppo e la prosperità comuni a beneficio di tutti i nostri popoli.
Il Silk Road Fund, la China Eximbank e la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) svolgono un ruolo fondamentale nel finanziamento degli investimenti cinesi in Asia centrale nell'ambito della BRI. Ad esempio, il tunnel di Kamchik, lungo 19.2 km e situato in Uzbekistan, è stato completato dal China Railway Tunnel Group grazie a un prestito della China Eximbank (Alperen, Ü., 2018).
Il concetto di "corridoio economico lungo la Via della Seta" è stato accolto favorevolmente in Asia centrale. Il suo obiettivo è sviluppare un nuovo modello di interazione e stabilire un nuovo quadro di cooperazione interregionale. Si basa su cinque pilastri principali:
(1) rafforzare i legami politici,
(2) costruzione di infrastrutture condivise,
(3) attuare il libero scambio,
(4) aumento degli scambi valutari,
(5) promuovere relazioni amichevoli tra i popoli (Tashmatova, K., 2015).
L'importanza del Turkmenistan nell'Asia centrale
Il Turkmenistan è uno dei paesi chiave del Corridoio Medio. Insieme al Kazakistan, è uno dei soli due paesi ad avere accesso al Mar Caspio. La sua posizione strategica sul Mar Caspio gli garantisce l'accesso a rotte marittime essenziali che collegano l'Asia centrale al Caucaso meridionale e, oltre a questo, all'Europa.
Il Mar Caspio è una regione importante per il commercio locale e il trasporto di energia, e la città portuale turkmena di Turkmenbashi svolge un ruolo chiave nel facilitare gli scambi nella regione del Caspio.
Inoltre, il Turkmenistan possiede significative risorse di gas naturale. Grazie alle sue riserve, è recentemente diventato un attore di primo piano nel mercato energetico dell'Asia centrale. Detiene le quarte riserve di gas più grandi al mondo (dopo Russia, Iran e Qatar), il che lo pone al centro delle dinamiche geopolitiche, in particolare nei rapporti con Europa, Cina e Russia.
Secondo il Rapporto statistico sull'energia mondiale 2023 di BP, il Turkmenistan possiede riserve di gas pari a circa 19.5 miliardi di metri cubi. Queste sono concentrate in giacimenti principali, tra cui il giacimento di Galkynysh, uno dei più grandi al mondo, contenente circa 13.1 miliardi di metri cubi di gas recuperabile. Analisti indipendenti stimano che Galkynysh, insieme ai giacimenti di Garakol e Yashlar, contenga fino a 27.4 miliardi di metri cubi di gas, sufficienti a sostenere esportazioni di 200 miliardi di metri cubi all'anno per decenni (Eurasianet, 12 gennaio 2026).
Lo sviluppo di corridoi di trasporto ed energetici, compresi i progetti di gasdotti transcaspici, evidenzia il ruolo del Turkmenistan come anello chiave nelle reti infrastrutturali eurasiatiche, una posizione ideale per le ambizioni cinesi della Nuova Via della Seta.
Inoltre, la Cina attribuisce grande importanza alla sicurezza regionale e la neutralità permanente del Turkmenistan è una delle sue garanzie. Riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1995, questa neutralità consente al Turkmenistan di evitare alleanze militari e conflitti regionali, contribuendo alla sua stabilità interna. Ciò è particolarmente importante considerando i suoi 744 km di confine con l'Afghanistan, una regione storicamente instabile.
Questa neutralità consente al Turkmenistan di mantenere relazioni diplomatiche con una vasta gamma di attori, dalla Cina agli Stati Uniti, all'Unione Europea e ai paesi del Medio Oriente, e persino di agire come mediatore nei conflitti regionali.
Il Turkmenistan mira anche a diversificare le proprie esportazioni di gas. Un esempio significativo è il gasdotto Turkmenistan-Cina, operativo dal 2009. Un altro è il gasdotto TAPI (Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India), che potrebbe rimodellare in modo sostanziale le dinamiche energetiche regionali.
Sebbene il Turkmenistan abbia evitato un coinvolgimento diretto nei conflitti afghani, rimane vigile nella protezione dei propri confini da minacce quali terrorismo, traffico di droga e instabilità, e ricerca la cooperazione con i partner internazionali.
relazioni tra Turkmenistan e Cina
La Cina, il paese più popoloso al mondo e la seconda potenza economica globale, svolge un ruolo fondamentale nel plasmare il panorama energetico mondiale. A fronte di una rapida industrializzazione, urbanizzazione e crescita economica, la sua domanda di petrolio e gas è aumentata in modo significativo (Myrat, H., & Jun, YZ, 2023).
Nell'ambito della sua strategia internazionale per l'Asia centrale, la Repubblica Popolare Cinese si concentra sull'individuazione di fonti affidabili di approvvigionamento energetico. Il Turkmenistan, che possiede circa il 7.2% delle riserve mondiali di gas naturale, si presenta come il partner più adatto grazie alla sua politica di neutralità. Il Turkmenistan esporta oltre l'80% del suo gas in Cina. Ciò evidenzia l'importanza delle risorse energetiche come questione centrale nelle relazioni internazionali (Tullekova, 2024).
Le relazioni diplomatiche tra Turkmenistan e Cina sono state ufficialmente stabilite il 6 gennaio 1992.
Nel 2001, Turkmenneft e Lan-Chou Petrochemical Engineering Company hanno firmato un accordo del valore di 22.2 milioni di dollari per la produzione e la fornitura di due strutture di perforazione in Turkmenistan (Tullekova, 2024).
Durante la visita del Presidente del Turkmenistan in Cina nell'aprile del 2006, sono stati firmati sette accordi bilaterali. Il più importante è stato concluso tra il Ministero dell'Industria Petrolifera e del Gas e delle Risorse Minerarie del Turkmenistan e la China National Petroleum Corporation, riguardante la cooperazione nel settore petrolifero e del gas. Le compagnie cinesi sono state autorizzate a esplorare giacimenti di petrolio e gas in Turkmenistan, sia sulla terraferma che nel Mar Caspio. Questo accordo prevedeva anche la realizzazione di un progetto di gasdotto che collegasse il Turkmenistan alla Cina e la vendita di gas turkmeno alla Cina.
Relazioni turkmeno-cinesi sotto Gurbanguly Berdimuhamedov
Sotto la presidenza di Gurbanguly Berdimuhamedov è iniziata una nuova era nelle relazioni turkmeno-cinesi. I media ufficiali cinesi hanno descritto il periodo iniziato nel 2007 come l'instaurazione di "un nuovo clima nelle relazioni turkmeno-cinesi".
Nel giugno del 2009, la Cina ha concesso al Turkmenistan un prestito di 4 miliardi di dollari per lo sviluppo del gigantesco giacimento di gas di Yolotan meridionale.
I due presidenti hanno avuto un incontro proficuo durante la visita di Xi Jinping in Turkmenistan nel 2013. Da questo incontro è scaturita la presentazione della prima fase di esplorazione del giacimento di gas di Galkynysh, condotta da CNPC. La cooperazione tra Turkmenistan e Cina si è progressivamente intensificata, in particolare in campo economico (Tashmatova, 2015).
Gasdotto Turkmenistan-Cina
Nel 2006, è stato firmato un accordo tra il governo di Berdimuhamedov e la Cina per il trasferimento di 30 miliardi di metri cubi di gas all'anno dal Turkmenistan alla Cina per un periodo di 30 anni, come riportato da Tullekova (2024) nella sua ricerca accademica.
Il gasdotto Cina-Asia Centrale, il primo gasdotto transnazionale della Cina, collega il confine tra Turkmenistan e Uzbekistan, attraversando Uzbekistan e Kazakistan. Con una lunghezza totale di 1,833 km e una capacità annua nominale di 60 miliardi di metri cubi, è stato inaugurato nel dicembre 2009 e da allora ha trasportato oltre 160 milioni di metri cubi di gas al giorno. Dalla sua apertura, ha consegnato alla Cina oltre 334 miliardi di metri cubi di gas naturale, rifornendo le famiglie cinesi con gas turkmeno (Myrat & Jun, 2023).
Con la messa in funzione di questo gasdotto nel 2009, la Cina è stata in grado di coprire una parte significativa del proprio fabbisogno di gas naturale e continua a cercare ulteriori fonti di approvvigionamento.
Durante una visita del governo turkmeno a Pechino nel 2007, sono stati confermati accordi per rafforzare la cooperazione energetica bilaterale. Sono stati firmati accordi di acquisto e vendita tra CNPC e Türkmengaz e sono stati avviati progetti di esplorazione e produzione nel giacimento di Bagtyyarlyk lungo il fiume Amu Darya (Nogayeva, 2011).
La Cina ha effettuato ingenti investimenti in progetti infrastrutturali ed energetici, tra cui il gasdotto Turkmenistan-Cina, che trasporta circa 40 miliardi di metri cubi di gas all'anno, rendendo il Turkmenistan un fornitore chiave di energia per la Cina (Zonn et al., 2021).
Con questo progetto, il Turkmenistan puntava a ridurre significativamente la propria dipendenza dalla Russia, promuovendo al contempo uno sviluppo economico più ampio che andasse oltre l'esportazione di materie prime.
All'inizio del 2009, in Turkmenistan erano state registrate 17 joint venture turkmene-cinesi, con oltre 46 progetti di investimento in corso. Il coinvolgimento economico cinese complessivo era stimato in oltre 1.1 miliardi di dollari, inclusi prestiti e investimenti diretti.
La Cina continua a essere un importante contributore all'economia turkmena, in particolare nel settore petrolifero e del gas. Nel settembre 2013, i due Paesi hanno approvato accordi che garantiscono il funzionamento sicuro e sostenibile dell'oleodotto e l'ulteriore esplorazione lungo l'Amu Darya.
Nell’ottobre 2013, il Turkmenistan ha annunciato il completamento della sua sezione del gasdotto Turkmenistan-Uzbekistan-Kazakistan-Cina (Tullekova, 2024).
Il gasdotto inizia a Gedaim, al confine tra Turkmenistan e Uzbekistan, attraversa l'Uzbekistan centrale e il Kazakistan meridionale e termina a Horgos, nella regione autonoma uigura dello Xinjiang in Cina, dove si collega al gasdotto Ovest-Est.
Il Turkmenistan è diventato il primo Stato dell'Asia centrale a bypassare la Russia nell'esportazione di gas naturale tramite gasdotto. Nell'aprile del 2006, l'ex presidente Niyazov si recò dal presidente cinese Hu Jintao per firmare un contratto per il collegamento dei due Stati tramite un gasdotto che si estenderebbe fino a Shanghai. In base a questo accordo, il Turkmenistan si impegnava a fornire 30 miliardi di metri cubi di gas all'anno per 30 anni.
Da allora, entrambi i paesi hanno continuato a investire nelle infrastrutture, comprese le stazioni di pompaggio e l'ampliamento dei gasdotti, garantendo una fornitura stabile di gas.
La crescente domanda di energia da parte della Cina continua a rafforzare il ruolo del Turkmenistan come fornitore affidabile. Gli investimenti cinesi hanno inoltre contribuito in modo significativo allo sviluppo delle infrastrutture in Turkmenistan.
Si prevede che la China National Petroleum Corporation avvii la quarta fase di sviluppo commerciale del giacimento di gas di Galkynysh all'inizio del 2026, a seguito di colloqui di alto livello tra Serdar Berdimuhamedow e Xi Jinping.
Cooperazione culturale tra Cina e Turkmenistan
Promuovere la cultura cinese a livello globale rafforza il soft power culturale della Cina e favorisce la comprensione reciproca tra le civiltà.
L'attuale consapevolezza e accettazione della cultura cinese in Turkmenistan svolgono un ruolo importante nel rafforzare gli scambi culturali tra i due Paesi.
Una ricerca condotta da Du, X. e Sun, H. (2023) mostra che gli intervistati in Turkmenistan dimostrano una forte propensione ad apprendere la cultura cinese, a visitare la Cina e a stringere amicizie con persone cinesi. Coloro che hanno già visitato la Cina sono particolarmente aperti a tali scambi. Nel complesso, la percezione della cultura cinese in Turkmenistan è positiva.
Relazioni sino-turkmene dai tempi di Serdar Berdimuhamedov
Da quando Serdar Berdimuhamedov ha assunto la presidenza del Turkmenistan nel marzo 2022, le relazioni sino-turkmene si sono intensificate, raggiungendo il livello di un partenariato strategico globale.
Nel gennaio 2023, durante la prima visita ufficiale di Serdar Berdimuhamedov in Cina, i due capi di Stato hanno elevato le relazioni bilaterali al rango di partenariato strategico globale. Gli incontri sono stati frequenti, in particolare a margine dei vertici Cina-Asia centrale (come nel giugno 2025), a conferma del reciproco desiderio di una cooperazione più profonda. Xi Jinping ha incontrato nuovamente il presidente turkmeno Serdar Berdimuhamedov nel giugno 2025.
Conclusione
L'Asia centrale, ricca di risorse naturali e caratterizzata da una posizione geografica altamente strategica, continua ad attrarre un forte interesse da parte delle principali potenze globali come Cina, Russia, Unione Europea e Stati Uniti. Tra questi attori, la Cina si è affermata come forza centrale e influente, in particolare grazie alla sua visione a lungo termine incarnata nella Belt and Road Initiative.
Storicamente legata dalla Via della Seta, l'Asia centrale rimane un crocevia fondamentale tra Oriente e Occidente. Oggi, i legami economici, politici e culturali tra la Cina e i paesi dell'Asia centrale si stanno intensificando notevolmente, creando una crescente interdipendenza che plasma le dinamiche regionali contemporanee.
Questa cooperazione riflette interessi strategici convergenti. Per la Cina, l'Asia centrale è essenziale per garantire la sicurezza energetica, stabilizzare i suoi confini occidentali ed espandere la connettività verso i mercati europei. Per gli Stati dell'Asia centrale, la Cina rappresenta un partner vitale per lo sviluppo economico, gli investimenti infrastrutturali e l'integrazione regionale.
In questo contesto più ampio, il Turkmenistan occupa una posizione particolarmente peculiare. Le sue vaste riserve di gas naturale, la posizione strategica e la politica di neutralità permanente riconosciuta a livello internazionale lo rendono un partner unico e prezioso. Il suo ruolo di principale fornitore di gas naturale alla Cina, unito alla partecipazione a progetti infrastrutturali su larga scala come il gasdotto Cina-Asia centrale, sottolinea la profondità e l'importanza delle relazioni bilaterali.
In definitiva, le relazioni tra Cina e Turkmenistan vanno ben oltre la semplice cooperazione bilaterale. Esse svolgono un ruolo cruciale nel plasmare le dinamiche geopolitiche, economiche ed energetiche dell'Asia centrale e, più in generale, del continente eurasiatico.
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