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Parità dei sessi

Gli eurodeputati mettono in guardia contro un "punto cieco" nella salute delle donne.

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La commissione per i diritti delle donne e la parità di genere (FEMM) del Parlamento europeo ha sostenuto un rapporto, promosso da Renew Europe, volto ad affrontare le persistenti e sistemiche disuguaglianze di genere nella ricerca, nella diagnosi e nel trattamento medico, che continuano a incidere negativamente sugli esiti sanitari in tutta Europa. Le donne sono tuttora sottorappresentate nella ricerca medica e nelle sperimentazioni cliniche. Circa il 72% delle sperimentazioni farmacologiche non fornisce dati disaggregati per sesso e genere, mentre solo il 5% dei finanziamenti globali per la ricerca e lo sviluppo è destinato alla salute delle donne. Il rapporto, guidato dall'eurodeputato Billy Kelleher (Fianna Fáil/Irlanda), relatore di Renew Europe, delinea misure per migliorare gli esiti sanitari delle donne.

Il documento chiede maggiori investimenti nella ricerca sulla salute delle donne, una maggiore inclusione delle donne negli studi clinici e diagnosi e trattamenti sensibili alle questioni di genere, in particolare in ambiti come l'endometriosi, la menopausa e le malattie cardiovascolari. L'eurodeputata Kelleher, prima vicepresidente di Renew Europe, ha dichiarato: "La salute delle donne rimane uno dei maggiori punti ciechi della medicina. Quando la ricerca, gli studi clinici e i dati medici non tengono conto delle esperienze delle donne, il risultato è una diagnosi, un trattamento e un'assistenza di qualità inferiore".

Il rapporto chiede un migliore accesso all'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, anche attraverso il seguito dell'iniziativa di successo dei cittadini europei "La mia voce, la mia scelta", un maggiore sostegno alla salute fisica e mentale delle donne e un'assistenza di alta qualità durante la gravidanza, il parto e il periodo post-parto, libera da discriminazioni. Sottolinea inoltre gli ulteriori ostacoli all'accesso all'assistenza sanitaria che le persone LGBTQI+ e le donne appartenenti a comunità emarginate o in situazioni di vulnerabilità si trovano ad affrontare.

"Questo rapporto mira a colmare tali lacune e a garantire che la salute delle donne sia riconosciuta come un indicatore fondamentale della qualità e dell'equità dei nostri sistemi sanitari", ha aggiunto l'eurodeputata Kelleher. Ponendo la salute delle donne in cima all'agenda politica, il rapporto si propone di contribuire all'attuazione della strategia dell'UE per la parità di genere e di plasmare le future politiche sanitarie europee. Il voto finale del Parlamento europeo è previsto per settembre 2026.

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