Sigarette
Bruxelles si prepara a una radicale revisione della politica sulla nicotina, mentre le posizioni si irrigidiscono.
Una valutazione della Commissione europea delle versioni esistenti della Direttiva UE sui prodotti del tabacco (TPD) e della La Direttiva sulla pubblicità del tabacco (TAD), pubblicata la scorsa settimana, fornisce alcuni spunti sui prossimi passi in materia di regolamentazione del tabacco e della nicotina.
La TPD e la TAD risalgono rispettivamente al 2014 e al 2003, quando si concentravano principalmente sulle sigarette tradizionali. Da allora, tuttavia, sul mercato dell'UE sono emersi nuovi prodotti come le sigarette elettroniche, il tabacco riscaldato e le bustine di nicotina. Questi nuovi prodotti non sono adeguatamente tutelati dall'attuale quadro normativo.
L'Unione Europea sta silenziosamente gettando le basi per una delle più significative riforme in materia di salute pubblica e regolamentazione degli ultimi dieci anni. Un cambiamento che va oltre il tradizionale controllo del tabacco, puntando a una regolamentazione completa dell'intero mercato della nicotina.
I recenti sviluppi, come la valutazione da parte della Commissione europea del proprio quadro di controllo del tabacco, il relativo comunicato stampa e le reazioni emergenti del settore, segnalano nel loro insieme una svolta decisiva nella politica dell'UE.
Al centro di questa transizione si cela una cruda consapevolezza: se da un lato l'Europa è riuscita a ridurre il fumo, dall'altro si trova ora ad affrontare una nuova sfida in rapida evoluzione.: l'ascesa dei prodotti alternativi alla nicotina.
Dal controllo del tabacco alla regolamentazione della nicotina
La tanto attesa valutazione della Commissione sulla Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e sulla Direttiva sulla pubblicità del tabacco (TAD) conclude che la legislazione vigente si è dimostrata ampiamente efficace. I tassi di fumatori in tutta l'UE sono diminuiti da circa il 28% nel 2012 al 24% nel 2023, un risultato notevole per la salute pubblica.
Tuttavia, questa storia di successo presenta un'avvertenza.
Nello stesso periodo, il mercato dei nuovi prodotti a base di nicotina, tra cui sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina, si è espanso in modo esponenziale. Secondo quanto emerso da recenti studi, il solo mercato delle sigarette elettroniche nell'UE è cresciuto di oltre il 450% in valore dal 2012.
Questi prodotti, in gran parte assenti al momento della stesura della legislazione attuale, sono ora al centro del dibattito politico.
Il messaggio della Commissione è chiaro: il quadro normativo non è più pienamente adeguato allo scopo.
Una narrazione sanitaria in evoluzione
Forse il cambiamento più significativo non è di natura normativa, bensì concettuale.
Per anni, i prodotti alternativi alla nicotina sono stati spesso presentati, soprattutto dall'industria, come strumenti di riduzione del danno, offrendo ai fumatori un percorso meno pericoloso per allontanarsi dalle sigarette tradizionali.
Tale impostazione viene ora messa in discussione.
La valutazione della Commissione, rafforzata da recenti rapporti, evidenzia prove crescenti che collegano i prodotti più recenti a problemi cardiovascolari e respiratori, nonché a potenziali rischi durante la gravidanza. Crescono anche le preoccupazioni per le sostanze cancerogene presenti in alcuni prodotti per lo svapo.
Ancora più importante, i responsabili politici si stanno concentrando sempre più sulla dipendenza in sé, non solo sul fumo.
Le autorità hanno avvertito che l'Europa rischia di sostituire il calo del consumo di sigarette con "una nuova epidemia di dipendenza da nicotina", soprattutto tra i consumatori più giovani.
Ciò segna un cambiamento fondamentale: l'obiettivo politico non è più semplicemente ridurre il fumo, ma limitare la dipendenza da nicotina in senso più ampio.
L'attenzione per il mercato nero è limitata
Secondo Stefano Betti, consulente senior delle Nazioni Unite e ricercatore associato presso l'Istituto Internazionale di Studi Strategici (IISS), il rapporto di valutazione offre un contributo importante, ma non riflette appieno la complessità dell'attuale mercato del tabacco e della nicotina nell'Unione Europea.
Il fatto che si concentri principalmente sulle vendite legali e sui dati di diffusione fa sì che la portata del consumo illecito riceva un'attenzione relativamente limitata, nonostante le prove disponibili suggeriscano che circa una sigaretta su dieci sia illegale, che una grande percentuale di prodotti per lo svapo circoli attraverso canali non regolamentati e che in alcuni mercati le bustine di nicotina illegali possano rappresentare quasi la totalità del consumo, ha affermato.
Ciò appare difficile da conciliare con le ripetute preoccupazioni espresse da Europol, dal Consiglio Giustizia e Affari Interni e dalla Corte dei Conti europea, ha aggiunto.
La scappatoia digitale
Se la lotta tradizionale al tabacco si è concentrata su imballaggi, etichette e divieti pubblicitari, la fase successiva si combatterà probabilmente online.
La Commissione ha individuato le piattaforme di social media, tra cui TikTok, Instagram, YouTube e X (precedentemente Twitter), come veicoli chiave per la promozione di nuovi prodotti a base di nicotina, spesso tramite influencer che si rivolgono a un pubblico più giovane.
La legislazione attuale, concepita in un'era pre-digitale, fatica ad affrontare questi canali.
Si prevede che questa lacuna normativa sarà uno dei punti focali delle prossime riforme, il che potrebbe portare l'UE a un maggiore coinvolgimento nella governance delle piattaforme digitali e delle vendite online transfrontaliere.
L'industria e i coltivatori di tabacco reagiscono
Il cambiamento di posizione ha innescato una reazione prevedibile da parte dell'industria del tabacco.
Philip Morris International (PMI), uno dei principali operatori del settore, ha preso atto della valutazione della Commissione, ma ha esortato i responsabili politici ad adottare quello che definisce un "approccio inclusivo e basato su dati concreti".
«Riteniamo che approcci inclusivi e basati su dati concreti siano essenziali per promuovere un progresso normativo significativo ed efficace e per favorire un'Europa competitiva e orientata all'innovazione. Mentre l'UE valuta il futuro della regolamentazione del tabacco, è fondamentale che le politiche riflettano l'intera portata delle evidenze scientifiche e le voci di un'ampia gamma di soggetti, tra cui organizzazioni di esperti, l'ecosistema del settore privato e i consumatori», ha dichiarato PMI a EU Reporter, aggiungendo che la salute pubblica potrebbe trarre beneficio dall'incoraggiare i fumatori a passare ad «alternative migliori e senza fumo».
L'intero settore ha espresso preoccupazioni simili.
Nathalie Darge, Segretaria Generale di Tobacco Europe, ha affermato che la valutazione avrebbe dovuto essere "un'analisi onesta e basata su dati concreti di ciò che funziona e di ciò che non funziona", ma ha sostenuto che "questa opportunità è stata completamente persa".
Anche le associazioni di consumatori e i coltivatori di tabacco sono entrati nel dibattito.
La World Vapers' Alliance ha criticato la valutazione definendola "superficiale e di parte", avvertendo che l'UE rischia di compromettere la riduzione del danno trattando le alternative più sicure in modo troppo simile alle sigarette. Sostiene che lo svapo e altri prodotti non combustibili possono svolgere un ruolo significativo nell'aiutare i fumatori a smettere.
Gennarino Masiello, presidente di Unitab EU, l'Unione europea dei coltivatori di tabacco, ha dichiarato che le politiche settoriali che non si attengono ai principi di una migliore regolamentazione, analizzando attentamente l'intera gamma degli impatti economici e sociali, rischiano di ottenere l'effetto opposto a quello desiderato, creando uno svantaggio competitivo per i produttori dell'UE. Ciò, ha affermato, favorirà in definitiva le importazioni di tabacco grezzo da paesi extra-UE, alimenterà i mercati illeciti dei prodotti finiti, scoraggerà gli investimenti e indebolirà l'occupazione, danneggiando le economie locali.
Le voci della sanità pubblica chiedono un intervento più rapido
Le organizzazioni sanitarie pubbliche e quelle che si occupano di lotta contro il cancro, tuttavia, sollecitano la Commissione ad agire con maggiore decisione e rapidità.
La Smoke Free Partnership ha accolto con favore la valutazione, definendola "attesa da tempo", e ha chiesto che non vi siano "ulteriori ritardi" nell'aggiornamento della legislazione europea.
Nel frattempo, Wolfgang Fecke, direttore esecutivo dell'Associazione delle Leghe Europee contro il Cancro, ha lanciato un severo avvertimento: "Le normative europee sul tabacco non sono più adeguate. Senza una riforma ambiziosa, rischiamo di perdere un'intera generazione di giovani a causa della dipendenza e delle malattie legate al fumo, compreso il cancro".
Una divisione politica sempre più profonda
Lo scontro tra queste prospettive si preannuncia come il dibattito normativo decisivo a Bruxelles.
Da un lato, gli esperti di salute pubblica e un numero crescente di politici sostengono la necessità di controlli più severi, citando il consumo da parte dei giovani, i rischi di dipendenza e le nuove evidenze scientifiche in ambito sanitario.
D'altro canto, gli operatori del settore promuovono la riduzione del danno, l'innovazione e la libertà di scelta dei consumatori.
Gli Stati membri sono divisi al loro interno. Paesi come Francia, Belgio e Paesi Bassi premono per misure più severe, mentre altri, tra cui Italia e Grecia, sono più cauti. La Svezia rappresenta un caso a parte, difendendo il suo consolidato utilizzo dello snus.
Questa divergenza fa sì che il percorso verso la riforma si riveli politicamente complesso.
Quello che viene dopo
Si prevede che la Commissione proporrà delle revisioni sia alla TPD che alla TAD entro la fine del 2026. A differenza di altri ambiti del processo decisionale dell'UE, le modifiche richiederanno solo una maggioranza qualificata, il che rende la riforma altamente probabile, sebbene la sua forma definitiva rimanga incerta.
Quel che è certo è che l'ambito della regolamentazione si sta ampliando.
È probabile che le future normative dell'UE includano non solo i prodotti del tabacco tradizionali, ma anche l'intera gamma di sistemi di somministrazione di nicotina, oltre a controlli più severi sul marketing, in particolare negli spazi digitali.
Un momento decisivo
Nel loro insieme, la valutazione della Commissione, la sua comunicazione politica e le reazioni del settore rivelano una trasformazione fondamentale in atto.
L'UE non si limita più a combattere il fumo. Si sta preparando a regolamentare la nicotina stessa in tutti i prodotti, le piattaforme e le frontiere.
Il modo in cui verrà raggiunto questo equilibrio tra tutela della salute pubblica, riduzione del danno, innovazione di mercato e compromessi politici plasmerà l'approccio dell'Europa al tabacco e alla nicotina per il prossimo decennio e oltre.
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