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Consulenti anziani, talenti in calo: la crisi della consulenza finanziaria nel Regno Unito e una soluzione basata sulla tecnologia
Riflettendo una tendenza sociale più ampia di una forza lavoro che invecchia in Europa, gli attuali cambiamenti demografici dovrebbero essere affrontati attraverso una maggiore sensibilizzazione educativa, la promozione della diversità e l'uso responsabile delle nuove tecnologie.
Il settore della consulenza finanziaria nel Regno Unito sta affrontando una sfida significativa in quanto il divario tra consulenti più giovani e più anziani si allarga. Negli ultimi due anni, il numero di consulenti più giovani sotto i 25 anni è diminuito drasticamente, mentre i consulenti più anziani sopra i 60 sono aumentati di numero. Queste tendenze causano preoccupazioni, poiché indicano un imminente "gap di consulenza" che potrebbe lasciare molti clienti, in particolare quelli che hanno bisogno di pianificazione e follow-up a lungo termine, senza un supporto adeguato. Parallelamente, si prevede che quasi la metà dei consulenti finanziari nel Regno Unito andrà in pensione nei prossimi cinque anni, amplificando questo problema. Allo stesso tempo, solo una piccola percentuale della forza lavoro del Regno Unito ha preso in considerazione la consulenza finanziaria come un'opzione di carriera, esacerbando la carenza di talenti in arrivo.
I dati indicano un cambiamento demografico nella professione di consulenza finanziaria che riflette una tendenza sociale più ampia di una forza lavoro che invecchia. Man mano che i consulenti più anziani prolungano la loro carriera, rispondendo potenzialmente alla domanda dei consumatori di consulenti che comprendano le problematiche legate alla pensione, l'afflusso di nuovi, giovani talenti nel settore è rallentato fino a diventare un rivolo. A febbraio 2024, solo 174 consulenti di età inferiore ai 25 anni erano autorizzati a fornire consulenza sugli investimenti al dettaglio nel Regno Unito, un calo del 60% rispetto ad agosto 2022. Al contrario, il numero di consulenti con più di 60 anni è aumentato di quasi il 30% nello stesso periodo. Questa dinamica di età mutevole sottolinea le preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine della professione, con molti consulenti sull'orlo della pensione e pochissimi individui più giovani che entrano nel settore.
Le ragioni dietro questo divario di età sono molteplici. Un fattore è il mercato del lavoro post-pandemia, che ha visto molti over 50 andarsene e poi tornare al lavoro. Matthew Connell, direttore delle politiche e degli affari pubblici presso la Personal Finance Society (PFS) del Regno Unito, nota che con l'aumento della domanda dei consumatori di consulenza finanziaria correlata alla pensione, i consulenti più anziani potrebbero essere più richiesti perché i clienti spesso preferiscono consulenti che condividono esperienze di vita simili. Questa situazione, sebbene vantaggiosa nel breve termine per soddisfare le esigenze immediate dei clienti, solleva serie preoccupazioni per il futuro, poiché non vi è alcuna garanzia che l'attuale coorte di consulenti più anziani verrà sostituita una volta in pensione.
I dati indicano anche una sottorappresentazione di individui più giovani nella professione, in particolare nella categoria under-30. Questo cambiamento demografico potrebbe essere attribuito a diversi fattori. Il settore della consulenza finanziaria ha visto una minore integrazione, con meno percorsi disponibili per chi ha lasciato la scuola e per i giovani che vi si sono appena iscritti. Inoltre, la consulenza finanziaria è spesso vista come una seconda opzione di carriera piuttosto che una professione in cui entrare subito dopo la scuola o l'università, come ha notato Keith Richards della Consumer Duty Alliance. Questa tendenza, a sua volta, contribuisce alla lenta sostituzione dei consulenti più anziani, rendendo incerto il futuro della professione.
Per contrastare queste tendenze, sono state lanciate diverse iniziative per attrarre giovani talenti nella professione di consulenza finanziaria. Il PFS ha introdotto uno strumento chiamato "Future Me", mirato ad aiutare i giovani a pianificare carriere nei servizi finanziari, insieme a iniziative educative che espongono gli studenti alla pianificazione finanziaria come potenziale percorso di carriera. Tuttavia, nonostante questi sforzi, sono necessarie ulteriori azioni. Richards sostiene l'inclusione di dati di genere ed etnia nelle statistiche future per affrontare le problematiche relative alla diversità e all'inclusione nel settore, il che potrebbe anche aiutare ad attrarre un bacino di talenti più ampio e giovane.
In questo contesto di forza lavoro che invecchia e carenza di nuovi talenti, la tecnologia e l'innovazione offrono potenziali soluzioni. Fabio Dias, docente presso l'Università del Surrey, ha sfruttato la sua ricerca accademica e la tecnologia di apprendimento automatico esistente nel tentativo di colmare il divario di talenti. Andando oltre il modello semplificato di robo-advisory, applica sofisticati modelli econometrici per valutare i dati finanziari dei clienti e generare una consulenza di investimento ottimale basata sulla tolleranza al rischio e sugli obiettivi finanziari di ogni cliente. Il sistema di Dias è scalabile e ha il potenziale per soddisfare la crescente domanda di consulenza finanziaria, anche in assenza di un gran numero di consulenti umani.
L'attività di Dias, nota come Stalwart Holdings, unisce rigore accademico e tecnologia all'avanguardia, e i processi automatizzati della sua azienda, dall'inserimento dei clienti alla gestione del portafoglio, offrono un'alternativa convincente ai tradizionali servizi di consulenza. L'uso dell'econometria accoppiata all'elaborazione del linguaggio naturale consente la rapida generazione di report tecnici, che possono essere utili agli investitori con meno conoscenze finanziarie. Ciò, a sua volta, democratizza la consulenza finanziaria, rendendola accessibile a una gamma più ampia di clienti.
Tuttavia, nonostante i potenziali benefici di queste soluzioni tecnologiche, ci sono legittime preoccupazioni. L'automazione e l'intelligenza artificiale, pur essendo efficienti, comportano dei rischi, in particolare per quanto riguarda la privacy dei dati e il potenziale di errori negli algoritmi. La tecnologia di riconoscimento facciale, ad esempio, è una componente chiave delle procedure antiriciclaggio di Stalwart Holdings, ma il suo utilizzo può sollevare problemi di falsi positivi o discriminazione nei confronti di determinati gruppi. Inoltre, come con qualsiasi sistema basato sulla tecnologia, c'è il rischio di fare troppo affidamento sugli algoritmi, che potrebbero non riuscire a catturare le intuizioni personali e sfumate che i consulenti umani forniscono.
Inoltre, mentre la tecnologia può aiutare a colmare il divario lasciato dai consulenti in pensione, non è una panacea. Come sottolinea Anup Basnet della Western University, la soluzione di Dias non è adatta a tutti i tipi di investitori, in particolare a quelli che hanno già portafogli ben diversificati. I miglioramenti nelle performance di investimento offerti dai robo-advisor sono spesso minimi per questi individui, poiché i sistemi automatizzati tendono a fornire cambiamenti incrementali piuttosto che trasformativi nel ritorno sull'investimento.
Ci sono anche preoccupazioni più ampie sulla sostenibilità di un sistema di consulenza finanziaria fortemente basato sull'automazione. I modelli che sostengono i servizi di robo-advisory, compresi quelli utilizzati da Stalwart Holdings, sono sviluppati da esseri umani come Dias, il che significa che sono suscettibili agli stessi pregiudizi e limitazioni che influenzano il processo decisionale umano. Ad esempio, gli sviluppatori influenzati dai propri valori ed esperienze potrebbero iniettare consapevolmente o inconsapevolmente pregiudizi in un questionario di onboarding del cliente, che può potenzialmente portare a risultati non ottimali per i clienti.
La professione di consulente finanziario nel Regno Unito affronta una duplice sfida: una forza lavoro che invecchia e una mancanza di consulenti più giovani che entrano nel settore. Mentre Dias, altri accademici e molte altre aziende stanno utilizzando la tecnologia per colmare questo divario di talenti, l'automazione da sola potrebbe non essere sufficiente a garantire la sostenibilità a lungo termine della professione. Le iniziative volte ad attrarre talenti più giovani, come la divulgazione educativa e la promozione della diversità, sono essenziali per colmare il divario di competenze.
Allo stesso tempo, l'adozione di soluzioni tecnologiche deve essere bilanciata con un'attenta considerazione dei loro limiti, in particolare in termini di riservatezza dei dati, pregiudizi e potenziale di errori. Man mano che il settore continua a evolversi, sarà necessaria una combinazione di risorse umane e tecnologiche per soddisfare le complesse esigenze dei clienti e per garantire che il futuro della consulenza finanziaria rimanga solido e inclusivo.
Foto di Corsa dei cacciatori on Unsplash
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