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Bulgaria

Una revisione indipendente contesta le accuse di frode relative al principale progetto europeo di stoccaggio del gas.

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L'ex avvocato del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) non ha riscontrato prove di condotta criminale nella controversia sulle trivellazioni di Chiren, mentre l'indagine dell'EPPO prosegue.

Una revisione indipendente di Steven Kay KC (nella foto), uno dei più esperti avvocati penalisti britannici ed ex consulente del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, non ha trovato prove di frode penale in relazione alle modifiche progettuali al centro di una lunga controversia sull'ampliamento del deposito sotterraneo di gas di Chiren, in Bulgaria, uno dei progetti di sicurezza energetica più strategicamente importanti dell'Unione europea.

La revisione, commissionata dall'appaltatore del progetto GBS, conclude che le modifiche contestate al programma di perforazione erano consentite in base ai termini del quadro di appalto e mette in dubbio che le accuse che hanno influenzato sia la copertura mediatica pubblica sia la successiva indagine della Procura europea (EPPO) si basassero su una lettura completa della documentazione contrattuale e tecnica.

Un pilastro della strategia energetica europea post-invasione.

Il giacimento di Chiren si trova al centro della strategia bulgara per le infrastrutture energetiche e fa parte del più ampio impegno dell'UE per rafforzare la resilienza energetica regionale dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Finanziato con il sostegno dell'UE e degli Stati Uniti, l'ampliamento è progettato per aumentare la capacità di stoccaggio del gas in Bulgaria, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti nell'Europa sud-orientale e ridurre la dipendenza dal gas russo.

Dal reclamo del subappaltatore all'indagine dell'EPPO

Il progetto è finito al centro di una controversia dopo che sono emerse accuse secondo cui GBS avrebbe modificato il progetto tecnico del programma di perforazione dopo l'assegnazione dell'appalto, violando, a detta dei critici, le norme bulgare sugli appalti pubblici e con implicazioni per la sicurezza. Le accuse sono state inizialmente mosse dal Forum per le Miniere e l'Energia e dal Fondo Anticorruzione, prima di essere riprese da giornalisti investigativi e infine diventare oggetto di un'indagine tuttora in corso da parte dell'EPPO. Non sono state formulate accuse formali. Il contratto di perforazione originario tra Bulgartransgaz (BTG) e la controllata di progetto di GBS, UGS, è stato sospeso durante l'indagine e successivamente rescisso di comune accordo.

La questione centrale è se il passaggio di GBS dalla perforazione direzionale a quella verticale, effettuato dopo l'aggiudicazione del contratto e che ha generato significativi risparmi sui costi senza alcuna modifica al prezzo contrattuale, costituisca una modifica illegittima della procedura di appalto successiva all'aggiudicazione, oppure una legittima applicazione di una procedura prevista dal contratto stesso. GBS ha sempre sostenuto che la modifica sia stata apportata in seguito all'aggiornamento della modellazione geologica richiesto dai documenti di gara, che fosse tecnicamente giustificata e che fosse stata approvata da BTG in ogni fase.

Cosa ha rilevato la revisione

Anziché limitarsi a valutare le versioni contrastanti delle parti, la revisione di Kay ha esaminato direttamente la documentazione di appalto, il quadro contrattuale, le specifiche tecniche e la modellazione geologica. La sua conclusione principale è che il contratto, di fatto, non imponeva la realizzazione di pozzi direzionali. Sebbene una parte delle specifiche tecniche facesse riferimento alla perforazione direzionale, altre disposizioni richiedevano all'appaltatore di completare una modellazione geologica aggiornata prima che venisse determinato il progetto definitivo del pozzo, direzionale o verticale, previa approvazione di BTG. In base a tale interpretazione, il passaggio ai pozzi verticali non rappresentava una deviazione dal contratto, bensì una fase prevista dagli stessi documenti di appalto. La revisione rileva inoltre che la modellazione geologica effettuata durante il progetto supportava, per ragioni tecniche, il passaggio ai pozzi verticali e che le conseguenti decisioni progettuali erano coerenti sia con il quadro di appalto sia con gli accordi contrattuali sottostanti.

La conclusione di Kay è inequivocabile: non ha trovato "alcuna prova di disonestà o di qualsiasi altra forma di condotta criminale", qualificando la controversia come un disaccordo commerciale sui diritti contrattuali e sulle specifiche tecniche piuttosto che come una questione di diritto penale.

Una narrazione costruita su una lettura selettiva, secondo un'analisi.

La revisione critica anche le modalità con cui le accuse sottostanti sono state riportate e strumentalizzate, concludendo che le affermazioni avanzate dai gruppi di attivisti e ripetute dai media si basavano su interpretazioni selettive della documentazione relativa all'appalto, che non tenevano conto del quadro contrattuale nel suo complesso, né dell'analisi tecnica alla base della progettazione rivista del pozzo. In particolare, rileva che non è stato dato sufficiente peso alle disposizioni che prevedevano espressamente che la metodologia di perforazione definitiva sarebbe stata stabilita solo dopo il completamento della modellazione geologica aggiornata.

Nessuno di questi elementi pone fine all'indagine dell'EPPO, e la revisione non affronta le separate accuse di interferenze politiche che hanno accompagnato il progetto Chiren. La sua importanza risiede piuttosto nel mettere alla prova e contestare i presupposti giuridici e tecnici che hanno sostenuto la narrazione pubblica relativa a uno dei progetti infrastrutturali energetici più strategicamente importanti dell'UE.

Implicazioni per la fiducia degli investitori nelle infrastrutture energetiche dell'UE

I risultati giungono in un momento in cui l'agenda europea per la sicurezza energetica dipende fortemente dalla fiducia degli investitori proprio in questo tipo di realizzazione di infrastrutture su larga scala. Con il contratto originale di Chiren sospeso per tutta la durata dell'indagine dell'EPPO prima di essere rescisso di comune accordo, la revisione solleva una questione più ampia che avrà risonanza ben oltre la Bulgaria: cosa succede ai progetti strategicamente cruciali, e agli investitori e agli appaltatori che li realizzano, quando le controversie sugli appalti si trasformano in indagini penali prima che le prove contrattuali e tecniche sottostanti siano state verificate in modo indipendente? Poiché le ambizioni di adesione dell'UE e di sicurezza energetica nell'Europa sudorientale continuano a dipendere dalla credibilità proprio di questo tipo di realizzazione di infrastrutture, il caso Chiren probabilmente porterà a un rinnovato esame di come tali accuse vengono valutate, indagate e segnalate, e delle conseguenze per la realizzazione dei progetti e la fiducia degli investitori quando ciò non avviene.

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